Benedetta, giovane ingegnere originaria di Piedimonte Matese, racconta come ostacoli e scetticismo le hanno dato la forza per costruire la vita che sognava. Con la sua storia dimostra che il vero successo non sono numeri e visibilità, ma affrontare il percorso che ci rende felici.
Il pregiudizio e la nuova partenza
“Quando avevo 14 anni, ho acquistato il mio primo Arduino. Con i primi cavi e circuiti, ho costruito una macchinina automatica. Da quel momento, per me, la strada verso l’ingegneria elettronica è stata una vocazione chiara”. Eppure, durante gli anni del liceo scientifico, Benedetta si scontra con un grande paradosso: le persone che avrebbero dovuto sostenerla e guidarla – come i suoi insegnanti – diventano il suo ostacolo principale. “Mi ripetevano che la matematica non faceva per me, che non sarei mai riuscita ad affrontare questo percorso”.
Invece di arrendersi, Benedetta trasforma questi deterrenti in carburante. In lei cresce sempre più la determinazione di dimostrare il contrario e si iscrive al corso di laurea in Ingegneria elettronica all’UNISANNIO.
“Grazie al pre-corso di matematica tenuto dalla professoressa Silvia Ullo ho trovato un nuovo punto di partenza; ne sono uscita preparata e determinata. I primi esami universitari che ho superato sono stati proprio quelli di matematica: una vittoria dal sapore dolcissimo”.
Il sacrificio, l’organizzazione e il valore di non essere solo un numero
Il percorso accademico di Benedetta all’UNISANNIO non si limita a libri e laboratori. Per potersi mantenere agli studi, si rimbocca le maniche. Fa la cameriera, l’estetista, l’animatrice e dà ripetizioni. Viene assunta poi come progettista elettronica, grazie a un annuncio sul placement UNISANNIO.
“È stato difficile destreggiarsi tra turni di lavoro ed equazioni differenziali, soprattutto all’inizio; poi, piano piano, ho capito di riuscire a fare tutto con una ferrea organizzazione, credendo sempre di più in quello che facevo. In questo cammino faticoso – spiega Benedetta -, l’ambiente universitario ha giocato un ruolo chiave. È stato fondamentale scegliere un ateneo a misura d’uomo come l’Università del Sannio, dove gli studenti non vengono trattati come semplici numeri di matricola, ma come persone. Mi sono sentita guidata a ogni passo”.
Dopo aver concluso la triennale sotto la guida del prof. Andrea Cusano, non si è fermata: ha intrapreso la magistrale in lingua inglese, affiancando un corso di potenziamento linguistico per costruire una sempre maggiore fiducia in se stessa.
Il potere dell’autenticità sui social
Dietro i successi accademici e lavorativi, Benedetta porta avanti un messaggio importante. “La vera resistenza si allena imparando a trarre forza proprio da chi cerca di buttarti giù. È da quelle sfide che ho ottenuto le soddisfazioni più grandi”.
Oggi Benedetta condivide questa filosofia, unita alla sua passione, sul canale Instagram @mess.electronics. Aperto quasi per caso, spinta dalle persone a lei vicine che la spingevano a mostrare le sue creazioni, pensava che i suoi contenuti fossero troppo di nicchia. E invece: “Ho scoperto un pubblico stanco e disilluso dalla finta perfezione che domina i social, le persone sono affamate di realtà costruttive e positività, qualcuno in cui potersi riconoscere davvero”.
Attraverso i suoi circuiti, Benedetta non spiega solo l’elettronica. “Voglio usare i social per lanciare un salvagente a chi si sente spaesato o tirato indietro, dimostrando che con la perseveranza e il coraggio di ignorare chi ti dice non sei capace, si può costruire esattamente la vita che si desidera”.
Davide Di Rago

