A Benevento la scuola Bosco Lucarelli diventa laboratorio di ingegneria sismica
La ricerca universitaria al servizio di un bene pubblico. A Benevento la riqualificazione edilizia della Scuola Bosco Lucarelli in via Gioberti diventa laboratorio di innovazione per la messa in sicurezza del patrimonio scolastico cittadino. Il progetto coinvolge il gruppo di ricerca di Tecnica delle Costruzioni dell’Università del Sannio coordinato dal professor Giuseppe Maddaloni.
L’opera, dal valore complessivo di circa 7 milioni di euro, prevede la demolizione e la ricostruzione di alcune porzioni dell’edificio, l’adeguamento degli impianti, l’introduzione di soluzioni ingegneristiche avanzate per migliorare in modo significativo il comportamento della struttura in caso di terremoto.
“Al centro del progetto – spiega il professore Maddaloni – vi è l’adozione dell’isolamento sismico alla base, una tecnologia che consente di ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse alla struttura durante un evento sismico e di rendere sicura la scuola costruita negli anni ’60 e chiusa da circa 5 anni perché dichiarata non idonea dal punto di vista strutturale”. Il sistema prevede l’inserimento di speciali dispositivi, detti isolatori, tra le fondazioni e la parte in elevazione dell’edificio. Questa tecnica permette alla costruzione di disaccoppiarsi dal movimento del terreno. Si tratta di una soluzione ampiamente utilizzata nelle nuove costruzioni, ma raramente applicata a edifici esistenti. La scuola Bosco Lucarelli rappresenta infatti la prima applicazione di questo tipo a Benevento.
“Uno degli aspetti più sorprendenti dell’intervento riguarda proprio la trasformazione strutturale dell’edificio – chiarisce Maddaloni –. La scuola, un corpo di fabbrica in calcestruzzo armato di tre piani, con un peso superiore alle mille tonnellate, che poggia su 36 pilastri, viene sollevata progressivamente mediante martinetti idraulici. Una volta sollevata, alcune porzioni dei pilastri vengono tagliate con una speciale tecnologia a filo diamantato, capace di incidere con precisione anche materiali estremamente resistenti come il calcestruzzo armato. In questo spazio vengono poi inseriti gli isolatori sismici, dispositivi progettati per ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse all’edificio durante un terremoto”.
In questo modo la struttura cambia completamente il proprio comportamento: da edificio rigidamente collegato al terreno e che subisce l’evento sismico in modo incerto, diventa un sistema isolato, capace di muoversi in modo controllato durante un evento sismico. Un gigante di oltre mille tonnellate che non è più rigidamente ancorato alle fondazioni, ma poggia su dispositivi che gli consentono di oscillare lentamente e di dissipare l’energia del terremoto, proteggendo la struttura e le persone che la vivono e garantendo livelli di sicurezza molto elevati.
L’Università del Sannio ha svolto un ruolo centrale nel progetto. Ha infatti supportato il Comune di Benevento nella richiesta del finanziamento e continuerà ad avere una parte importante anche al termine dei lavori. “L’edificio – continua il prof. Maddaloni – sarà dotato di un innovativo monitoraggio strutturale. Il sistema prevede l’installazione di sensori accelerometrici ad alta sensibilità in punti strategici dell’edificio. Questi dispositivi consentiranno di registrare le vibrazioni ambientali e di analizzare la risposta dinamica dell’edificio, sia in condizioni ordinarie sia in caso di eventi sismici. I dati raccolti permetteranno non solo di monitorare nel tempo il comportamento della struttura isolata, ma anche di sviluppare studi e analisi scientifiche utili alla ricerca nel campo dell’ingegneria sismica”.
Inoltre, nell’atrio della scuola sorgerà anche un piccolo osservatorio sismico. Una stazione sismica professionale, collegata a un monitor da 40 pollici, permetterà di seguire in tempo reale i terremoti registrati nel mondo tramite i principali bollettini sismici nazionali e internazionali. Grazie a un’applicazione grafica interattiva, gli studenti potranno osservare la sismicità globale e visualizzare direttamente i movimenti del suolo rilevati dal sensore installato nell’edificio. Un modo innovativo per avvicinare i più giovani alla conoscenza dei terremoti e alla cultura della prevenzione.
La scuola Bosco Lucarelli diventerà un vero e proprio caso di studio per l’analisi delle prestazioni degli edifici isolati sismicamente, e una buona pratica di dialogo tra università e territorio, per contribuire concretamente alla costruzione di città più sicure e resilienti.











