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Cultura e Intelligenza Artificiale

Da UNISANNIO una Carta per orientarsi al futuro

L’Intelligenza Artificiale è palesemente l’ossessione del tempo presente, è cominciato il suo impiego diffuso, largo, ad opera cioè di miliardi di persone, e in tanti tipi di esperienza umana, e si dibatte ampiamente sulle prospettive che ciò comporterà, tra paure e speranze.
Ciò che sembra indubbio è il fatto che i suoi sistemi sono solo alla prima fase della loro esistenza, e che l’adattabilità è una delle loro connotazioni; come per altre rivoluzioni che l’umanità ha conosciuto, anche questa che chiamiamo tecnologica è una transizione evolutiva, un giro della ruota del suo cammino, gettato verso l’ignoto, nel quale proiettare i fantasmi, i mostri, ma anche le possibilità del futuro. Nulla di nuovo, al fondo, anche se, ad ogni giro dell’evoluzione, ci troviamo in possesso e al cospetto di potenze e complessità maggiori, e perciò di maggiori responsabilità, e più difficili impegni, che ci chiamano non solo ad attrezzarci sempre più, ma anche ad ampliare i nostri sguardi.
Una delle implicazioni della significativa differenza, già evidente nella semantica, della tecnologia in confronto alla tecnica, si può rinvenire nel fatto che sta nella nostra mente come quella, ma vi aggiunge il logos (tecno-logia), ingaggiando non solo l’immaginifico, ma anche i discorsi, le logiche, la razionalità, più immediatamente agisce, interferisce, interloquisce con le sfere mentali, psichiche, mediante percezioni sensoriali, e dunque al suo cospetto si pone il problema del senso, sia per contestare l’impossibilità di averci a che fare, sia per l’esatto contrario, ossia per squalificarne l’importanza (ed aumentare i timori della loro diffusione) proprio a causa di questa impossibilità.
Perciò, con il Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale Artificial Administrative Intelligence for territorial equality. Operative Research over the Public Interest and the Protection of Persons in the face of the evolutions of the Digital Era, condotto insieme alle Università di Chieti-Pescara G. D’Annunzio, e di Palermo, l’unità di UNISANNIO ha studiato gli impatti dell’IA sui patrimoni culturali, un argomento non molto diffuso nell’enorme attenzione scientifica, invece, dedicata ad altri temi che la riguardano.
Tra le tante rilevanze che la ricerca ha fatto emergere, c’è l’evidenza che, con riguardo ai patrimoni culturali, il rischio dell’uso di IA va elevato al quadrato, perché investe anche il cd. popolamento digitale, e cioè le operazioni di digitalizzazione, immissione e diffusione in rete dei beni culturali, del tanto sapere, delle conoscenze, dei valori immateriali di cui sono portatori, dato che a venire così messi in moto sono aspetti basilari dell’umano, e i sistemi di AI, poi, da quel serbatoio attingono i “dati”, le basi di addestramento, le logiche operative, gli input per agire.
Ciò richiede un’attenzione specifica, ed in effetti, a vari livelli, sorgono studi e discussioni, e come succede quando si agisce in contesti per gran parte ancora ignoti, si utilizzano approcci di prudenza, tipici dei momenti transitivi, dibattendo prima di tutto di valori e principi.
Abbiamo perciò avvertito l’esigenza di confrontarci su quelli che rilevano nell’impiego di IA in relazione ai patrimoni culturali, e ne è sortita la prima impostazione di un documento, che unanimemente si è deciso di denominare la “Carta di Benevento”, alla cui redazione hanno partecipato decine di studiosi e studiose, esperti ed esperte, che hanno costituito un gruppo di lavoro, il “Gruppo di Benevento”.
La Carta, che è il primo documento del genere a focalizzarsi esplicitamente sul tema, si esprime in ordine alle decisioni sui patrimoni culturali, all’affidabilità dell’IA in ambito culturale, alla creazione, al riutilizzo degli elementi immateriali e delle conoscenze, all’educazione all’IA, alla sostenibilità e all’accessibilità, ed infine a Lingue, idiomi, dialetti, pluralismo culturale.
I principi trattati dalla Carta non coprono l’intero, amplissimo perimetro riguardato dall’impiego di IA in relazione ai Patrimoni Culturali, e, per di più, occorre considerarne la velocissima evoluzione; pertanto, si è ritenuto opportuno contemplarne un sistema di tenuta, per consentirne ogni adeguamento ed implementazione, affidato al Gruppo di Benevento, la cui composizione potrà essere ulteriormente allargata nel tempo, per considerare conoscenze proprie di diversi saperi, ed apporti di esperienze variegate.
La Carta, dopo la sua prima presentazione nazionale a Benevento, con la partecipazione di autorevolissime figure del panorama scientifico e istituzionale del Paese, sarà accessibile a chiunque, in lingue italiana ed inglese, sul sito dell’Università degli studi del Sannio; confidiamo che, così, il nostro Ateneo possa offrire un’occasione di conoscenza, riflessione e confronto ampia ed approfondita, e che, sia la diffusione della Carta, che le osservazioni, le proposte, le obiezioni che potrà suscitare, possano concorrere al consolidamento di una crescente consapevolezza nell’impiego di IA sui patrimoni culturali.