(Ponte alle Grazie, 2018)
A Gilead, anche l’orlo di una gonna è una questione di potere. In questa distopia nata sulle macerie di un’America ossessionata dall’ordine morale, le donne vengono divise in categorie e spogliate di ogni autonomia. Difred è “un’Ancella”, cioè la sua fertilità è diventata un bene di Stato e la sua identità si è dissolta nel ruolo biologico assegnatole. La struttura del dominio passa direttamente attraverso i corpi delle donne tra colori, divise e copricapi che, nel romanzo, rendono visibile la posizione di ciascuna nello spazio sociale, tracciando il confine tra chi comanda, chi serve e chi è ritenuta “rispettabile”. Atwood racconta così un potere che non si limita alle leggi, ma si fa incorporato nei gesti e nell’apparenza, trasformando una gerarchia arbitraria in un ordine percepito come naturale.
Leggimi se vuoi capire quanto sia fragile la libertà quando il potere interiorizzato diventa habitus, quando un sistema smette di dirti soltanto cosa fare e inizia a definire CHI DEVI ESSERE: https://share.medialibrary.it/media/details/150169818
Il racconto dell’Ancella – Margaret Atwood




