L’Università del Sannio riafferma il proprio ruolo di catalizzatore sociale ed economico sul territorio
Benevento continua a perdere abitanti e, secondo i dati ISTAT, rientra tra i comuni italiani in cui nemmeno il saldo positivo dei residenti provenienti dall’estero riesce a contrastare il progressivo spopolamento delle aree interne.
Ma il problema non è solo demografico. Dietro i numeri c’è una generazione di giovani cresciuti e formati sul territorio che, in assenza di opportunità adeguate, è costretta a partire per trovare altrove le possibilità di realizzare il proprio percorso professionale e personale.
Il tema ha recentemente riacceso, sulle colonne de Il Mattino, il dibattito in città e in Regione: come fermare lo spopolamento delle aree interne, quali strumenti mettere in campo e quali soggetti coinvolgere per invertire una tendenza ormai strutturale. Una discussione che torna ciclicamente al centro dell’attenzione, perché il calo demografico non riguarda più soltanto i numeri, ma investe direttamente il futuro del territorio, suscitando crescente preoccupazione tra istituzioni, famiglie e tessuto imprenditoriale. E in questa sfida l’Università degli Studi del Sannio intende fare la propria parte.
Un’università profondamente legata alle proprie radici deve andare oltre le sue missioni principali, ovvero la didattica e la ricerca. Sentiamo la responsabilità etica e sociale di agire come catalizzatore di concrete opportunità occupazionali, creando condizioni e prospettive capaci di offrire motivi validi tanto a chi sceglie di restare, quanto a chi guarda al territorio come luogo in cui tornare e costruire il proprio futuro.
In questa sfida epocale, tuttavia, l’Università non può e non deve agire da sola. La prima linea nel contrasto allo spopolamento è rappresentata dalle famiglie e dalla scuola, luoghi in cui si costruisce, giorno dopo giorno, la fiducia nel futuro. Ma famiglie e scuola non possono essere lasciate sole a sostenere il peso delle aspettative e delle scelte delle nuove generazioni. È anche in questa prospettiva che si inseriscono le azioni dell’Università degli Studi del Sannio per garantire a tutti l’accesso agli studi universitari. L’estensione della no tax area e le misure premiali legate al merito vanno esattamente in questa direzione: rimuovere gli ostacoli economici, valorizzare il talento e fare dell’istruzione uno strumento concreto di mobilità e di crescita per il territorio.
La nostra strategia per contrastare il declino demografico si sviluppa lungo tre binari precisi. Piani formativi d’avanguardia: investiamo con convinzione in progetti di ampio respiro e ad alto valore strategico. Tra questi spicca l’obiettivo di realizzare un polo didattico nel settore medico-sanitario, pensato proprio per valorizzare i nostri giovani e preparare specialisti pronti a costruire la propria carriera qui nel Sannio. Ecosistemi occupazionali qualificati: abbiamo consolidato la sinergia tra l’apprendimento accademico e le realtà imprenditoriali del territorio. L’istruzione fine a se stessa non è più sufficiente: occorre dare vita a contesti dinamici dove il progresso tecnologico, la tutela del patrimonio culturale e la sostenibilità ambientale si trasformino in posti di lavoro stabili. Spazi di crescita civile: in questo quadro, UNISANNIO si conferma un ambiente inclusivo, indipendente e orientato al confronto costruttivo. Un incubatore sociale capace di trasformare la nostra provincia da terra di emigrazione a centro pulsante di innovazione, dove investire con fiducia sulle proprie aspirazioni di vita. Questa battaglia, tuttavia, non si vince restando entro i confini provinciali. Diventa imprescindibile agganciare e sostenere con vigore le politiche regionali di sviluppo, affinché le strategie per le aree interne della Campania si traducano in risorse strutturali, infrastrutture e investimenti concreti per il nostro territorio. Allo stesso tempo, non basta una risposta puramente burocratica o economica. Abbiamo bisogno del contributo attivo del mondo della cultura e degli intellettuali: figure capaci di decodificare il presente, stimolare il pensiero critico e restituire centralità narrativa a queste terre, trasformandole da aree marginali a laboratori d’avanguardia sociale. Non c’è più tempo per agire isolati. Lo spopolamento si combatte solo stringendo un’alleanza immediata e di ampio respiro, capace di unire l’energia delle famiglie e della scuola, la spinta propulsiva della Regione, la visione della classe intellettuale e la forza delle imprese locali. L’Università degli Studi del Sannio è pronta a fare da perno a questa grande coalizione per il futuro.

